Sindaci all’attacco: “Così i piccoli Comuni non reggono”. Al governo la richiesta di fondi e personale
I rappresentanti dei Comuni più piccoli chiedono risorse e organici per garantire servizi essenziali. Sul tavolo anche il divario retributivo nel pubblico impiego e le difficoltà a trattenere competenze.

I piccoli Comuni alzano la voce: senza fondi e senza personale, avvertono gli amministratori, diventa impossibile garantire servizi e progetti, dalla manutenzione al sociale, fino alla gestione di bandi e scadenze. La fragilità amministrativa dei centri minori è un tema strutturale italiano. Con organici ridotti e competenze difficili da reperire, molti municipi faticano a spendere risorse, programmare opere e rispondere alle richieste dei cittadini. Nel confronto con l’esecutivo, i piccoli Comuni chiedono “più fondi e personale”. Nel dibattito viene richiamata anche una criticità: nel pubblico impiego locale si registrano differenze retributive rispetto ad altri ambiti, con la conseguenza di rendere meno attrattive le posizioni nei territori periferici. È stata annunciata inoltre la volontà di portare a Palazzo Chigi un documento con richieste e proposte operative, per intervenire su organici, condizioni di lavoro e capacità amministrativa. Se le richieste saranno recepite, potranno arrivare misure su assunzioni, incentivi e semplificazioni. In caso contrario, il rischio è l’ulteriore indebolimento dei servizi nei territori interni e l’aumento del divario tra aree urbane e periferiche. In Calabria la questione è centrale: la regione è fatta di molti Comuni piccoli, spesso lontani dai grandi ospedali e dai servizi principali. Più personale negli enti locali significa tempi più rapidi, progetti che partono davvero e risposte concrete su strade, scuole, welfare e protezione del territorio.
Written by
Redazione 2


