L’8 marzo scende in piazza: migliaia ai cortei, tensione a Roma e protesta diffusa da Milano a Napoli
La Giornata internazionale della donna si trasforma in una mobilitazione nazionale. Cortei partecipati, slogan contro guerra e patriarcato, momenti di tensione a Roma e forti rivendicazioni sociali nel resto del Paese.
L’8 marzo non è stato solo una ricorrenza simbolica. In molte città italiane si è trasformato in una giornata di piazza, con migliaia di persone in marcia, slogan politici, richieste di diritti e una forte connessione tra temi femministi, pace e questioni sociali. Negli ultimi anni le manifestazioni dell’8 marzo hanno assunto un carattere sempre più trasversale. Non soltanto parità di genere, ma anche lavoro, welfare, consenso, violenza, spazi pubblici e critica ai modelli di sviluppo urbano. È dentro questo quadro che si leggono i cortei di oggi. A Roma si sono registrati momenti di tensione prima della partenza del corteo, quando un gruppo di donne e uomini iraniani ha mostrato un cartello con la scritta “Sì alla guerra per il salvataggio del popolo iraniano”. Alcune attiviste femministe hanno contestato il messaggio e ne è nata un’accesa discussione, poi rientrata. Il corteo di Non una di meno è quindi partito da piazza Ugo La Malfa verso piazza Vittorio con lo striscione “Disarmiamo il patriarcato”. A Milano hanno partecipato almeno 10 mila persone, con cartelli contro la guerra e contro il ddl Buongiorno. A Napoli, nel quartiere di Bagnoli, manifestanti hanno legato la protesta dell’8 marzo anche ai temi del territorio, della bonifica, dei servizi pubblici e della critica ai grandi eventi. Il dato più forte è politico e culturale: la piazza femminista conferma la capacità di tenere insieme diritti civili, pace, lavoro e difesa dei territori. Non una mobilitazione episodica, ma una piattaforma che continua a incidere nel dibattito pubblico. Per i cittadini calabresi questa notizia conta perché molte delle rivendicazioni ascoltate oggi parlano anche al Sud: servizi, consultori, lavoro, sicurezza, spazi pubblici e diritti concreti. Temi che non restano nelle piazze delle grandi città, ma attraversano tutta l’Italia.
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Redazione 2


