La fibra corre nel Salento ma il vero paradosso resta l’uso: la rete c’è, gli utenti ancora no
Open Fiber completa l’infrastruttura a banda ultralarga in 116 comuni del Salento con oltre 213 mila civici collegati. Il punto più interessante, però, è il paradosso emerso: la rete cresce più rapidamente della sua adozione.
In Italia il problema del digitale non è più soltanto portare la rete dove manca. È anche convincere persone, imprese e famiglie a usarla davvero. Il caso del Salento racconta bene questo doppio binario: infrastruttura che avanza e adozione che resta indietro. La banda ultralarga finanziata dai programmi pubblici viene presentata come uno dei pilastri della competitività territoriale. Ma senza utilizzo reale, la connessione più veloce resta un potenziale non attivato, incapace di cambiare davvero economia e servizi. Nel Salento risultano connessi oltre 213 mila civici in 116 comuni delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, nell’ambito del Piano Italia a 1 Giga. La rete è realizzata soprattutto in Ftth, con una quota residua in Fwa per le aree più difficili da coprire. Il tema sottolineato oggi è che, nonostante la crescita dell’infrastruttura, i tassi di adesione restano bassi e in linea con il trend nazionale. Il paradosso è chiaro: costruire la rete è solo metà della partita. L’altra metà riguarda cultura digitale, convenienza percepita, competenze e capacità di trasformare la connettività in uso concreto. La notizia interessa i cittadini calabresi perché la Calabria condivide molte delle stesse sfide del Mezzogiorno digitale: infrastrutture in crescita ma adozione ancora diseguale. Guardare al Salento significa leggere una lezione molto vicina su ciò che serve davvero per colmare il divario.
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Redazione 2