Liste d’attesa, “decreto senza effetti”: l’allarme che mette in discussione la riforma
Una valutazione indipendente sostiene che i cittadini non vedono ancora benefici reali. Mancano passaggi attuativi e il rischio è che la norma resti “sulla carta”.

La riduzione delle liste d’attesa è una promessa che pesa sulla vita quotidiana. Ma a distanza di mesi dall’approvazione del decreto, torna una critica netta: per i cittadini i miglioramenti concreti non si vedono ancora. In Italia l’accesso alle visite e agli esami è diventato uno dei principali fattori di disuguaglianza: chi può paga il privato, chi non può aspetta. Le riforme, per funzionare, devono tradursi in regole operative, fondi tracciabili e controlli sull’applicazione. L’analisi resa pubblica in questi giorni sostiene che, dopo 18 mesi, il decreto non avrebbe prodotto benefici tangibili per i cittadini. Viene evidenziata l’assenza di alcuni provvedimenti attuativi necessari a rendere pienamente operativi strumenti e misure previste. Il punto critico, secondo questa lettura, è la distanza tra l’impianto normativo e l’effettiva applicazione nei territori. La discussione spinge a due strade: accelerare i passaggi mancanti e rafforzare monitoraggi e trasparenza, oppure riscrivere parti del meccanismo per renderlo più esigibile dalle Aziende sanitarie. Nel frattempo, la pressione sui pronto soccorso resta un effetto collaterale tipico dei ritardi di accesso. In Calabria, dove la mobilità sanitaria e le carenze di personale amplificano le attese, ogni ritardo attuativo pesa il doppio. Se le regole non diventano operative, l’impatto ricade su famiglie costrette a spostarsi o a rinunciare alle cure.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


