Liste d’attesa: l’offerta di anticipo c’è, ma un cittadino su tre rifiuta visite ed esami
In un’azione regionale per anticipare prestazioni, migliaia di persone sono state contattate: circa il 30% ha rifiutato l’anticipo, e oltre mille risultano irreperibili.
Abbattere le liste d’attesa non è solo questione di posti disponibili. Un aggiornamento su un piano di recupero mostra un altro ostacolo: una quota significativa di cittadini non accetta di anticipare le prestazioni. I sistemi sanitari possono aumentare sedute, aprire agende e richiamare pazienti. Ma se le persone non rispondono, non possono o non vogliono anticipare, l’effetto sulla lista reale si riduce. In pochi giorni le aziende sanitarie hanno contattato oltre diecimila persone per anticipare visite ed esami e più di mille per anticipare ricoveri. Tra i contattati, circa il 30% ha rifiutato l’anticipo di visite ed esami diagnostici; altre persone risultano irreperibili. I numeri spingono a capire il “perché” dei rifiuti: lavoro, trasporti, assistenza familiare, paura o disinformazione. Senza interventi su logistica e comunicazione, l’offerta aggiuntiva rischia di non trasformarsi in prestazioni erogate. In Calabria il tema è quotidiano. Se si migliorano comunicazione, trasporti e flessibilità degli appuntamenti, si riducono rinunce e si libera davvero la lista d’attesa, soprattutto per chi vive lontano dai capoluoghi.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


