L’Italia entra davvero nell’era dei chatbot: quasi 15 milioni usano app di IA, ChatGPT sfonda quota 10 milioni
Non è più curiosità da pionieri: le app di intelligenza artificiale sono ormai entrate nelle abitudini degli italiani. In un anno gli utenti sono più che raddoppiati e cambia anche la geografia del mercato.

L’intelligenza artificiale in Italia non è più una novità da osservare a distanza. È diventata abitudine. Il dato emerso oggi racconta un salto che ha il peso dei cambiamenti veri: quasi 15 milioni di italiani hanno usato app di IA e il fenomeno, nel giro di un anno, è passato dalla fase esplorativa a quella della presenza stabile nella vita digitale quotidiana. Quando una tecnologia cresce così in fretta, non cambia solo il mercato: cambia il comportamento collettivo. I chatbot non sono più strumenti riservati a tecnici, studenti avanzati o professionisti dell’innovazione. Stanno entrando nei gesti normali: cercare informazioni, scrivere testi, sintetizzare contenuti, studiare, lavorare, confrontare risposte. E quando l’uso si consolida, cambiano anche i rapporti di forza tra piattaforme. L’analisi diffusa oggi, basata sui dati Audicom-Audiweb riferiti a dicembre 2025 e calcolati sulla popolazione online tra 18 e 74 anni, indica che quasi 15 milioni di italiani hanno utilizzato app di intelligenza artificiale, pari al 35% della popolazione online. La media annuale è stata di 12,7 milioni di utenti, più del doppio rispetto al 2024. ChatGPT ha superato i 10,1 milioni di utenti unici, arrivando a circa il 23,6% della popolazione tra 18 e 74 anni. Ma il dato interessante riguarda anche gli inseguitori: Gemini è salito a 6 milioni di utenti, con una crescita fortissima nel corso dell’anno, mentre Perplexity ha accelerato in modo molto rapido. In frenata, invece, Copilot, sceso rispetto al picco raggiunto nei mesi precedenti, e DeepSeek, che ha perso slancio dopo l’attenzione iniziale. Questi numeri mostrano che la partita non si giocherà solo sull’innovazione tecnologica, ma sulla capacità di trasformarsi in strumento quotidiano credibile. Il vero vincitore non sarà chi stupisce di più, ma chi entra meglio nelle abitudini di utenti, lavoratori, studenti e imprese. Per i cittadini calabresi questa notizia conta perché fotografa un cambiamento già in corso anche nei territori periferici: l’IA non è più “roba da Silicon Valley”, ma uno strumento che entra in scuole, studi professionali, attività commerciali e uffici pubblici. Capire quanto sia diffusa significa capire quanto stia già cambiando il modo di lavorare, informarsi e imparare anche in Calabria.
Written by
Redazione 2
