Mattarella richiama il Paese: “Libertà, giustizia e pace guidino istituzioni e società”
Nel giorno dedicato all’Unità nazionale, alla Costituzione, all’inno e alla bandiera, il presidente della Repubblica ha richiamato i principi fondanti della Repubblica. Alla cerimonia all’Altare della Patria erano presenti le massime cariche dello Stato.

In un tempo segnato da guerre, fratture sociali e tensioni istituzionali, le parole del capo dello Stato pesano più del consueto. Nel giorno dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, Sergio Mattarella ha lanciato un messaggio che va oltre la ricorrenza: libertà, giustizia e pace devono continuare a guidare l’azione delle istituzioni e della società. Le celebrazioni del 17 marzo non rappresentano soltanto un momento simbolico. In una fase in cui il dibattito pubblico appare spesso polarizzato e aggressivo, il richiamo ai fondamenti repubblicani assume un significato politico e civile preciso. L’unità nazionale, nel lessico del Quirinale, non è un rito da calendario ma una responsabilità quotidiana. La giornata è stata celebrata all’Altare della Patria con la deposizione di una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto. Presenti le massime cariche dello Stato, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. La cerimonia si è chiusa con tre sorvoli delle Frecce Tricolori in formazione ridotta. Nel suo messaggio, Mattarella ha invitato a custodire e attuare con coerenza e lungimiranza i principi di libertà, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica, definendo la Costituzione un autentico presidio dei diritti e delle responsabilità della comunità nazionale. Il messaggio del Quirinale non cambia da solo il clima del Paese, ma segna una cornice netta: nei passaggi più delicati, la tenuta democratica si misura sulla capacità delle istituzioni di restare ancorate ai valori costituzionali. Per i cittadini calabresi il richiamo è diretto. In territori che chiedono più Stato, più diritti e più fiducia nelle istituzioni, parole come libertà, giustizia e pace non sono formule solenni: sono bisogni quotidiani, concreti, misurabili nella vita di ogni comunità.
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Redazione 2

