Maxi-sequestro di SIM “fittizie”: colpito un circuito di intestazioni irregolari
Operazione su SIM intestate fittiziamente: sequestri e indagini su un sistema usato per reati e frodi. Tema centrale: tracciabilità e sicurezza.

Dietro una SIM possono esserci truffe, ricatti e frodi bancarie. Per questo colpire le intestazioni fittizie significa agire sulla “base” operativa di molti reati economici. La tracciabilità delle utenze è fondamentale per indagini e prevenzione. Le intestazioni irregolari creano un mercato parallelo che alimenta raggiri e cybercrime. È stato eseguito un maxi sequestro di SIM telefoniche fittiziamente intestate, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dall’autorità giudiziaria. L’operazione mira a interrompere un sistema di disponibilità di utenze “non riconducibili” a reali utilizzatori, spesso impiegate per frodi e comunicazioni criminali. Le verifiche successive servono a identificare chi ha attivato e gestito le utenze e a ricostruire eventuali reati collegati (truffe, accessi abusivi, sostituzioni di identità). Attesi controlli più mirati sui canali di attivazione. In Calabria, come altrove, molte truffe passano da telefonate e messaggi: ridurre le SIM “fantasma” vuol dire proteggere famiglie, anziani e imprese da raggiri, e alzare il livello di sicurezza digitale del territorio.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


