Non solo contro il “fuoco di Sant’Antonio”: il vaccino che protegge anche il cuore
Il vaccino contro l’herpes zoster riduce fino al 46% il rischio di eventi cardiaci gravi, offrendo una doppia protezione: infettiva e cardiovascolare.
Il vaccino contro l’herpes zoster, comunemente noto come “fuoco di Sant’Antonio”, si conferma non solo uno strumento efficace di prevenzione dell’infezione, ma anche un potenziale alleato nella riduzione del rischio cardiovascolare. Secondo un recente studio presentato all’American College of Cardiology, la vaccinazione è associata a una significativa diminuzione degli eventi cardiaci gravi, aprendo nuove prospettive nella prevenzione integrata della salute.
La ricerca, condotta su oltre 240 mila adulti con patologie cardiovascolari, ha evidenziato che i soggetti vaccinati presentano fino al 46% in meno di probabilità di sviluppare eventi cardiaci avversi gravi nel periodo compreso tra un mese e un anno dalla somministrazione. Inoltre, si registra una riduzione del 32% del rischio di infarto, del 25% di ictus e del 25% di insufficienza cardiaca, oltre a un calo significativo della mortalità complessiva.
Il legame tra herpes zoster e complicanze cardiovascolari è legato all’infiammazione e alla formazione di coaguli che il virus può provocare, aumentando il rischio di eventi come ictus e infarti. Prevenendo l’infezione, il vaccino contribuisce quindi indirettamente a proteggere il sistema cardiovascolare.
Questi risultati rafforzano il ruolo delle vaccinazioni come strumento chiave non solo nella prevenzione delle malattie infettive, ma anche nella tutela della salute generale. In particolare, la vaccinazione è raccomandata per gli over 50 e per le persone fragili, categorie maggiormente esposte sia all’infezione sia alle complicanze cardiovascolari.
Il quadro che emerge è quello di un approccio innovativo alla prevenzione: un vaccino che, oltre a evitare una malattia dolorosa, può contribuire in modo concreto a ridurre il rischio di patologie cardiache.
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Redazione 2


