Odio online, il processo cambia tono: altri due hater di Segre si scusano e risarciscono
Il caso degli insulti social contro Liliana Segre registra un nuovo passaggio giudiziario e simbolico. Due imputati si scusano, risarciscono e ottengono la remissione della querela.
Per anni l’odio online è stato raccontato come un rumore di fondo: sgradevole, diffuso, quasi inevitabile. Ma quando arriva in tribunale e costringe gli autori a fare i conti con il peso delle parole, cambia improvvisamente statuto. Non è più sfogo, non è più anonimato, non è più soltanto un post. È responsabilità. E il nuovo passaggio del procedimento legato agli insulti rivolti a Liliana Segre lo dimostra con forza. Il caso Segre è diventato uno dei simboli più forti della battaglia civile contro la violenza verbale e l’odio razziale in rete. Non riguarda solo l’offesa a una persona, ma il clima culturale che rende possibile colpire pubblicamente una sopravvissuta alla Shoah con raffiche di insulti, minacce e delegittimazione. In questo senso ogni udienza ha un valore che va oltre la singola vicenda giudiziaria. Nel corso dell’udienza odierna del processo milanese, è emerso che altri due imputati si sono scusati con la senatrice a vita Liliana Segre e hanno fatto pervenire un risarcimento. Questi passaggi hanno portato alla remissione della querela. Già nella precedente udienza, per altre tre posizioni, era stato dichiarato il non doversi procedere dopo lettere di scuse e versamenti in beneficenza alla Fondazione Memoriale della Shoah, con importi variabili da 500 a 2.000 euro. Il punto più importante non è solo giudiziario. È culturale. Ogni volta che un tribunale restituisce peso alla parola pubblica, ricorda che il web non è una zona franca. E che diffamazione, odio razziale e violenza simbolica non si dissolvono dietro uno schermo. Questo processo, in tal senso, continua a mandare un messaggio netto. La notizia interessa i cittadini calabresi perché anche nei territori più piccoli il dibattito pubblico passa ormai dai social. Capire che l’odio online ha conseguenze concrete significa difendere convivenza civile, memoria storica e qualità dello spazio democratico in cui tutti viviamo.
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Redazione 2