Zelensky riapre il tavolo e chiama Roma: “Ora i negoziati ripartono, Meloni ci aiuti”
Il presidente ucraino intravede una ripartenza delle trattative e chiede alla premier italiana di far pesare la sua voce. Sullo sfondo c’è anche il pacchetto europeo da 90 miliardi.
Nelle guerre contemporanee, anche una finestra diplomatica stretta può cambiare la temperatura politica di un intero continente. Per questo le parole di Volodymyr Zelensky non pesano solo sul fronte ucraino: pesano sull’Europa, sugli equilibri tra alleati e sulla possibilità di rimettere in moto un dialogo fermato da un altro incendio geopolitico, quello mediorientale. La guerra in Ucraina è entrata da tempo in una fase in cui il piano militare e quello negoziale si inseguono senza mai stabilizzarsi davvero. Ogni crisi internazionale parallela rischia di spostare l’attenzione, rallentare i contatti e congelare i dossier più delicati. È esattamente ciò che, secondo Kiev, è accaduto con il conflitto che ha rimesso il Golfo Persico al centro della scena. Secondo Zelensky, dopo l’interruzione imposta dalla guerra in Iran, le trattative trilaterali tra Washington, Kiev e Mosca dovrebbero riprendere a breve. In un’intervista alla Rai, il presidente ucraino ha anche chiesto a Giorgia Meloni di far sentire la propria voce per sbloccare il pacchetto di aiuti europei da 90 miliardi destinato a Kiev. Nello stesso contesto, ha sottolineato che Putin non ha ancora deciso sulla proposta di tregua di Pasqua. Il messaggio è chiaro: per Kiev l’Italia non è solo un partner, ma un possibile facilitatore politico dentro l’architettura europea. Se la finestra negoziale si riaprirà davvero, conteranno insieme il peso di Washington, la pressione su Mosca e la capacità dell’Europa di non presentarsi divisa. La notizia interessa i cittadini calabresi perché i conflitti globali non restano lontani: incidono su energia, mercati, spesa pubblica, sicurezza e ruolo internazionale dell’Italia. Quando un leader come Zelensky chiama in causa Roma, chiama indirettamente in causa anche il Paese reale.
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Redazione 2