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Italy | WorldFebruary 06, 2026 Feb 06

Operazione “Golden Tree”

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Ancona – Scoperta banca abusiva: oltre 4 milioni di euro movimentati e più di 500 vittime in tutta Italia

Operazione “Golden Tree”

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, nell’ambito delle attività di contrasto ai fenomeni illeciti di natura finanziaria a tutela dell’integrità del sistema economico e commerciale dello Stato, hanno individuato un presunto sodalizio criminale dedito alla creazione di un istituto bancario parallelo e abusivo, strutturato secondo un meccanismo di tipo Ponzi, capace di movimentare oltre 4 milioni di euro e di coinvolgere più di 500 persone su tutto il territorio nazionale.

L’operazione, denominata “Golden Tree”, ha portato all’esecuzione di misure cautelari personali, al sequestro di conti correnti e all’oscuramento della piattaforma online utilizzata per le attività illecite.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Ancona, l’organizzazione avrebbe dato vita a un sistema finanziario privo delle necessarie autorizzazioni, con ramificazioni anche all’estero, in particolare in Polonia e Bulgaria, offrendo servizi tipici del settore bancario quali l’apertura di conti correnti esteri, la concessione di prestiti e proposte di investimento ad alto rendimento.

 

Il sodalizio operava sotto la veste di una presunta community finalizzata al benessere dei propri aderenti. In realtà, dietro tale struttura si celava un articolato sistema fraudolento che prometteva guadagni elevati, remunerati formalmente tramite la causale “cashback”, nel tentativo di eludere i controlli delle Fiamme Gialle.

Determinante per la diffusione dello schema sarebbe stato il rapporto fiduciario instaurato dai falsi promotori finanziari con le vittime, appartenenti a fasce d’età comprese tra i 20 e gli 85 anni, molte delle quali avrebbero investito risparmi personali, pensioni o somme ottenute attraverso prestiti.

Le indagini hanno fatto emergere un classico schema Ponzi, diffuso in numerose province italiane, tra cui Ancona, Roma, Milano, Palermo, Napoli, Torino e Bari. Il sistema si autoalimentava attraverso il passaparola e l’utilizzo dei social network, trasformando gli stessi investitori in promotori, incentivati con compensi proporzionati al numero di nuovi aderenti reclutati e agli importi versati.

A rendere credibile l’iniziativa contribuivano strumenti apparentemente professionali, quali una carta di debito fisica personalizzata e una applicazione digitale che simulava un servizio di home banking. Il meccanismo si sarebbe interrotto quando le richieste di rimborso hanno superato i nuovi afflussi di denaro, determinando il blocco delle restituzioni di capitale e interessi.

Le somme confluite nella disponibilità del presunto dominus del sodalizio sarebbero state utilizzate per spese personali, per l’organizzazione di eventi conviviali finalizzati ad attrarre nuovi investitori e per investimenti ad alto rischio, tra cui l’acquisto di oro fisico e criptovalute.

Al termine dell’operazione, quattro persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria per i reati di abusivismo finanziario, attività bancaria abusiva, truffa e autoriciclaggio. Le perquisizioni, eseguite tra Marche, Abruzzo e Lombardia, hanno consentito l’applicazione di misure cautelari nei confronti di due soggetti, il sequestro di 15 conti correnti in Italia e in Polonia e l’oscuramento della piattaforma utilizzata per la presunta frode.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alla criminalità economico-finanziaria condotto dalla Guardia di Finanza.

Written by

Redazione

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