Petrolio in volata a New York: le tensioni con l’Iran infiammano i mercati energetici
Il petrolio vola a New York: quotazioni in rialzo del 9,42% dopo l’annuncio statunitense del blocco dei porti iraniani.
Il petrolio ha chiuso la seduta del 13 luglio 2026 con un forte rialzo sul mercato di New York. Le quotazioni del greggio statunitense sono aumentate del 9,42%, raggiungendo 78,14 dollari al barile, in una giornata caratterizzata dall’immediata reazione degli operatori alle nuove tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.
A determinare l’accelerazione dei prezzi è stato soprattutto l’annuncio di Washington sulla ripresa, dal 14 luglio, del blocco delle rotte marittime dirette verso i porti e i terminal petroliferi iraniani. La decisione ha alimentato il timore di possibili interruzioni dell’offerta e di maggiori difficoltà per il traffico energetico nel Golfo Persico, area strategica per il commercio internazionale di petrolio e gas.
Anche il Brent, riferimento internazionale per il greggio, ha registrato un netto aumento, raggiungendo 83,30 dollari al barile. La corsa dei prezzi evidenzia quanto i mercati energetici rimangano sensibili agli sviluppi militari e politici nell’area dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.
Il rialzo potrebbe incidere sui costi energetici, sui carburanti e sulle aspettative di inflazione, soprattutto qualora il blocco dovesse prolungarsi o generare ulteriori tensioni. La seduta conferma così il ritorno di un consistente premio per il rischio geopolitico nelle quotazioni petrolifere.
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Redazione 2
