Piemonte a secco: corsa contro il tempo per salvare campi e comunità
Il Piemonte chiede più acqua a Valle d’Aosta e Canton Ticino, mentre siccità, restrizioni e portate fluviali minime aggravano l’emergenza regionale.
Il Piemonte affronta una crescente emergenza idrica causata dalle temperature elevate e dalla prolungata assenza di precipitazioni. Al termine del Tavolo regionale dedicato alla crisi, il presidente Alberto Cirio ha annunciato l’avvio di interlocuzioni con la Valle d’Aosta e il Canton Ticino per ottenere un aumento dei quantitativi d’acqua immessi nel territorio piemontese, destinati soprattutto a sostenere il comparto agricolo.
La situazione interessa anche l’approvvigionamento potabile. Circa cento Comuni hanno già emanato ordinanze per regolamentare l’utilizzo dell’acqua, con particolari criticità nelle frazioni e nelle località montane. In alcune zone si è reso necessario l’intervento delle autobotti per assicurare le forniture essenziali alla popolazione. La Regione sta monitorando quotidianamente l’evoluzione dell’emergenza e si dichiara pronta a richiedere lo stato di emergenza, insieme agli altri territori coinvolti, qualora le condizioni meteorologiche non dovessero migliorare.
I dati confermano la gravità del quadro: nel mese di giugno le precipitazioni sul bacino del Po sono risultate inferiori del 36% rispetto alla media storica 1991-2020, mentre le risorse idriche superficiali registrano una riduzione del 37%. Nella prima decade di luglio numerose stazioni idrometriche hanno evidenziato deficit superiori al 40%; particolarmente critica la situazione del Po a Isola Sant’Antonio, dove la portata media è risultata inferiore del 75% rispetto ai valori storici.
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Redazione 2
