Polo oncologico regionale, Natrella rilancia Lamezia: «È la sede strategica per tutta la Calabria»
Il componente del direttivo di Forza Italia propone l’ospedale Giovanni Paolo II come sede del futuro centro oncologico: al centro accessibilità, ricerca e contrasto alla migrazione sanitaria

Lamezia Terme torna al centro del dibattito sulla sanità regionale. Nel comunicato stampa diffuso il 12 ottobre 2026, Pasquale Maria Natrella, componente del direttivo di Forza Italia Lamezia Terme, rilancia la proposta di individuare l’ospedale “Giovanni Paolo II” come sede del futuro Polo Oncologico Regionale della Calabria, una struttura pubblica d’eccellenza pensata per rafforzare le cure oncologiche e ridurre la necessità per i pazienti di rivolgersi a ospedali fuori regione.
La presa di posizione si inserisce nella discussione sulla migrazione sanitaria e sulla necessità di potenziare la rete regionale dedicata alla diagnosi e al trattamento dei tumori. Natrella richiama, a sostegno della proposta, anche le recenti dichiarazioni attribuite al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone.
Accessibilità e collegamenti al centro della proposta
Secondo Natrella, Lamezia Terme avrebbe caratteristiche logistiche particolarmente favorevoli grazie alla presenza dell’aeroporto internazionale, dello snodo ferroviario e del collegamento con l’autostrada A2. Elementi che, nella sua valutazione, potrebbero facilitare gli spostamenti dei pazienti provenienti dalle diverse province calabresi, comprese le persone più fragili e i loro familiari.
Il comunicato evidenzia inoltre la disponibilità di aree adiacenti al presidio ospedaliero, che potrebbero essere valutate per eventuali ampliamenti e per la realizzazione di spazi destinati a tecnologie avanzate, laboratori di ricerca e reparti specializzati.
Un ulteriore elemento indicato è la possibile integrazione con l’Università Magna Graecia di Catanzaro, nell’ottica di rafforzare il collegamento tra assistenza clinica, ricerca scientifica e formazione medica.
La migrazione sanitaria e il potenziamento della rete oncologica
Nel documento vengono riportati dati relativi ai pazienti oncologici, alla mobilità sanitaria e agli interventi chirurgici effettuati negli ospedali regionali. Queste cifre, prima di essere assunte come quadro ufficiale aggiornato, richiedono una verifica attraverso le fonti sanitarie competenti.
Natrella sostiene che la realizzazione di un polo specializzato potrebbe contribuire a contenere i disagi economici, familiari e psicologici legati ai trasferimenti fuori Calabria, rafforzando l’offerta pubblica e le opportunità di cura sul territorio.
La proposta viene presentata dal suo promotore come una scelta di organizzazione sanitaria a beneficio dell’intera regione, non come una rivendicazione esclusivamente locale.
La decisione sulla sede di un eventuale Polo Oncologico Regionale resta comunque di competenza delle istituzioni e degli organismi sanitari preposti. Il comunicato esprime dunque una proposta che punta ad aprire un confronto sul futuro della rete oncologica calabrese, senza indicare che sia già stata assunta una decisione definitiva.
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Redazione 4


