Roma 2027, voci e smentite: Calenda chiude la porta al Campidoglio
Il leader di Azione respinge l’ipotesi di una candidatura a sindaco sostenuta dal centrodestra. La partita delle alleanze resta aperta, ma i nomi cambiano.

La corsa per Roma si muove anche attraverso indiscrezioni. Ma stavolta arriva una smentita secca: Carlo Calenda definisce infondata l’ipotesi di una candidatura al Campidoglio con il sostegno del centrodestra.
Le elezioni della Capitale hanno sempre un peso nazionale: sono un laboratorio politico e un test su alleanze e strategie. Per questo, ogni nome lanciato o smentito produce effetti immediati nel dibattito.
Calenda ha respinto pubblicamente l’idea di essere candidato sindaco in un perimetro riconducibile al centrodestra, definendola “fantascienza” e chiarendo di non aver discusso tale scenario. Il leader di Azione ha ribadito la linea politica del suo progetto e la distanza dall’ipotesi che gli veniva attribuita.
La smentita spinge i partiti a rivedere la rosa dei possibili candidati e a ridefinire le geometrie delle coalizioni. Resta aperto il tema del profilo ideale: amministrativo, politico o “civico”, capace di reggere una campagna complessa come quella romana.
Quando Roma cambia assetti politici, cambiano anche priorità e relazioni istituzionali che influenzano fondi, infrastrutture e scelte nazionali. Per i calabresi, leggere in anticipo le dinamiche della Capitale significa comprendere meglio come si muoveranno i partiti anche nei territori del Sud.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


