Sanità a due velocità: il Veneto vola, il Sud resta indietro nella sfida dei diritti
Il Veneto guida la sanità italiana, ma il divario territoriale resta forte: Calabria e Sicilia mostrano ancora gravi criticità nei servizi essenziali.
Il monitoraggio 2024 dei Livelli essenziali di assistenza restituisce l’immagine di un Servizio sanitario nazionale in miglioramento, ma ancora caratterizzato da profonde differenze territoriali. La valutazione del Ministero della Salute analizza le prestazioni regionali in tre macroaree: prevenzione collettiva, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. La soglia minima di garanzia è fissata a 60 punti per ciascun settore e deve essere raggiunta separatamente.
Nel confronto complessivo, il Veneto ottiene il risultato più elevato, con 288 punti su 300: 96 nella prevenzione, 95 nell’assistenza territoriale e 97 in quella ospedaliera. Seguono Emilia-Romagna e Toscana, mentre Piemonte, Provincia autonoma di Trento e Lombardia completano la fascia di vertice. Tra le regioni meridionali, la Puglia registra la prestazione migliore.
Diciotto Regioni e Province autonome raggiungono la sufficienza in tutte le aree. Le principali criticità riguardano invece la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano nella prevenzione, rispettivamente con 49 e 59 punti, e la Calabria nell’assistenza distrettuale, con 52 punti. Tutte le realtà territoriali risultano invece sufficienti nell’area ospedaliera, nonostante una lieve flessione generale rispetto all’anno precedente.
Il quadro evidenzia progressi nella prevenzione e nelle cure territoriali, ma conferma che qualità, tempestività e accessibilità dei servizi sanitari continuano a dipendere significativamente dalla regione di residenza.
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Redazione 2
