Sanzioni Ue alla Russia, la Bulgaria alza il muro: “Nessun sì se c’è il patriarca Kirill”
La Bulgaria minaccia il veto al nuovo pacchetto di sanzioni Ue contro Mosca se nella lista resterà il patriarca russo Kirill, pur confermando il sostegno alle decisioni comuni sull’Ucraina.
La Bulgaria potrebbe opporsi al ventunesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia qualora il patriarca russo Kirill rimanesse inserito nella lista dei soggetti colpiti dalle misure restrittive. La posizione è stata espressa da Rumen Radev a Bruxelles, a margine della riunione del Consiglio europeo, e introduce un elemento di tensione nel percorso negoziale tra gli Stati membri sulle nuove misure nei confronti di Mosca.
Secondo quanto dichiarato, Sofia non intende tuttavia ostacolare le decisioni comuni dell’Unione Europea relative all’Ucraina, confermando il proprio sostegno al processo negoziale per l’adesione di Kiev all’Ue. La posizione bulgara si concentra quindi sulla figura del patriarca Kirill e, più in generale, sul valore simbolico e religioso della Chiesa ortodossa russa.
Radev ha spiegato che la questione non riguarda la persona del patriarca in sé, ma il ruolo storico e spirituale della Chiesa ortodossa russa, considerata parte di una comune appartenenza religiosa con la Bulgaria. Il riferimento alla dimensione religiosa, in un conflitto già esteso all’economia, all’energia, alla cultura e allo sport, evidenzia la delicatezza politica e diplomatica del dossier.
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Redazione 2