Stop social under 15: la Grecia alza il muro e riaccende il dibattito europeo sui minori online
Un annuncio politico forte, una data già fissata e un tema che tocca famiglie, scuole e piattaforme. La Grecia sceglie una linea dura e apre una discussione che riguarda tutta l’Europa.
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La domanda è semplice solo in apparenza: quanto devono poter stare sui social i minori? La risposta cambia da Paese a Paese, ma quando un governo decide di fissare per legge un limite netto, il dibattito smette di essere teorico. La Grecia ha scelto di farlo annunciando un divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni, con una tabella di marcia già definita. È una decisione destinata ad avere eco ben oltre i confini nazionali. Il tema della tutela dei minori online è diventato uno dei nodi centrali della politica digitale europea. Al centro ci sono salute mentale, dipendenza da schermo, esposizione a contenuti inappropriati, cyberbullismo e capacità reale delle piattaforme di verificare l’età degli utenti. In molti Paesi la discussione è aperta, ma non tutti hanno scelto la via di un intervento così esplicito e già calendarizzato. L’annuncio è stato fatto oggi dal primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis attraverso un video diffuso sui social. La misura prevede il divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni a partire dal 1° gennaio 2027. Secondo quanto reso noto, la legge dovrebbe arrivare nell’estate del 2026. La scelta inserisce la Grecia tra i Paesi che stanno valutando strumenti più restrittivi per contenere l’uso delle piattaforme digitali da parte degli adolescenti. Adesso il punto non è soltanto politico, ma operativo: come si controllerà davvero l’età degli utenti, quali obblighi ricadranno sulle piattaforme e quali eccezioni saranno previste? Il caso greco potrebbe diventare un precedente osservato con attenzione da altri governi europei. Il tema, infatti, non riguarda solo la libertà d’uso, ma anche la responsabilità di chi gestisce gli spazi digitali frequentati dai più giovani. Per i cittadini calabresi la notizia conta perché parla direttamente a famiglie, insegnanti e ragazzi. Il confine tra tutela e libertà digitale è una questione concreta anche qui: riguarda il modo in cui crescono i minori, il rapporto con gli schermi e la capacità delle istituzioni di stare al passo con i rischi del presente.
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Redazione 2

