Telefoni “sigillati” al Consiglio Supremo di Difesa: le custodie anti-spia che proteggono i segreti dello Stato
Nelle riunioni del Consiglio Supremo di Difesa i telefoni vengono inseriti in custodie schermate “Faraday bag”, che bloccano ogni segnale per evitare intercettazioni e proteggere le informazioni sensibili.

Durante l’ultima riunione del Consiglio Supremo di Difesa, presieduta dal Presidente della Repubblica al Quirinale, un dettaglio tecnologico ha attirato l’attenzione: accanto ai documenti dei partecipanti erano presenti speciali custodie schermate per smartphone, utilizzate per garantire la massima riservatezza delle discussioni. Questi dispositivi, noti come “Faraday bag”, sono progettati per isolare completamente i telefoni da qualsiasi segnale esterno.
Le custodie funzionano sfruttando il principio fisico della gabbia di Faraday, una struttura conduttiva che blocca i campi elettromagnetici. Una volta inserito all’interno della borsa schermata, lo smartphone non è più in grado di collegarsi alla rete cellulare, al Wi-Fi, al Bluetooth o al GPS, diventando di fatto invisibile a qualsiasi rete di comunicazione.
L’utilizzo di queste custodie nelle riunioni istituzionali serve a prevenire possibili intercettazioni, attivazioni da remoto del microfono, trasmissioni involontarie di dati o operazioni di geolocalizzazione, rischi sempre più concreti in un’epoca in cui gli smartphone rappresentano potenziali strumenti di sorveglianza.
Il Consiglio Supremo di Difesa è uno degli organi più rilevanti della Repubblica italiana in materia di sicurezza nazionale, dove vengono analizzati temi strategici come politica militare, crisi internazionali e difesa dello Stato. In questo contesto, l’uso delle custodie schermate rappresenta una misura di sicurezza ormai diffusa nelle riunioni più sensibili delle istituzioni.
Questo dettaglio tecnologico mostra come la protezione delle informazioni non passi più solo da stanze blindate o controlli fisici, ma anche dalla gestione dei dispositivi digitali personali, oggi considerati uno dei principali punti di vulnerabilità nelle comunicazioni riservate.
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Redazione 2

