Turismo in Calabria, presenze alberghiere in crescita del 9%: stranieri a +19%
I dati provvisori dell’Osservatorio Federalberghi indicano una stagione positiva. L’obiettivo è superare la soglia dei 9,5 milioni di presenze complessive

CATANZARO – La stagione turistica calabrese registra segnali di crescita, soprattutto sul mercato internazionale. Secondo i dati ancora provvisori dell’Osservatorio Federalberghi, le presenze complessive negli alberghi della regione sarebbero aumentate del 9%, mentre quelle dei turisti stranieri avrebbero segnato un incremento del 19%.
Il quadro è stato illustrato dal presidente di Federalberghi Calabria, Fabrizio D’Agostino. L’Osservatorio dell’associazione raccoglie informazioni da circa 27mila strutture alberghiere sulle 32mila presenti in Italia. I numeri definitivi saranno disponibili soltanto dopo la conclusione della stagione, ma la tendenza delineata viene considerata positiva. Obiettivo il superamento di 9,5 milioni di presenze.
La crescita del turismo internazionale
Il dato più significativo riguarda la domanda proveniente dall’estero. Il rafforzamento dei voli di linea negli aeroporti calabresi avrebbe ampliato il bacino dei potenziali visitatori e favorito soggiorni organizzati autonomamente, anche al di fuori dei tradizionali pacchetti turistici.
La tendenza era già emersa nel primo semestre del 2026. Secondo i dati della piattaforma Alloggiati Web del Ministero dell’Interno, la Calabria aveva registrato un aumento del 10,54% degli arrivi complessivi e del 23,19% di quelli provenienti dall’estero, rispetto allo stesso periodo del 2025. In quella rilevazione la regione risultava prima in Italia per crescita.
Le due percentuali non sono direttamente sovrapponibili: Federalberghi considera le presenze alberghiere, mentre Alloggiati Web rileva gli arrivi registrati nelle strutture ricettive.
La sfida della destagionalizzazione
Secondo Federalberghi, la crescita dei collegamenti e la maggiore visibilità acquisita dalla Calabria potrebbero favorire non soltanto le destinazioni balneari, ma anche borghi, città d’arte, parchi e siti archeologici.
La sfida sarà trasformare l’incremento estivo in un andamento strutturale, prolungando i soggiorni oltre luglio e agosto e migliorando trasporti, servizi e qualità dell’offerta. Soltanto i dati conclusivi consentiranno, tuttavia, di valutare la reale portata della stagione 2026.
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