Unical sfida la solitudine connessa: “socialità digitale” e alcol nel mirino della nuova campagna
L’Università della Calabria lancia una campagna che lega due fragilità spesso sottovalutate: l’illusione di relazioni solo digitali e il consumo di alcol tra i giovani. Il punto è restituire consapevolezza agli spazi fisici ed emotivi.

La salute dei giovani non si gioca solo negli ospedali o negli ambulatori. Si gioca nelle abitudini, nei linguaggi, nei vuoti che spesso vengono riempiti male. È da qui che parte l’iniziativa dell’Università della Calabria, che sceglie di affrontare insieme socialità digitale illusoria e alcol. Il tema è delicato perché tocca una contraddizione contemporanea: essere sempre connessi e sentirsi, allo stesso tempo, sempre più isolati. In questo scenario, il consumo di alcol può diventare non soltanto comportamento a rischio, ma risposta distorta a una fragilità relazionale non nominata. La campagna presentata oggi punta a restituire ai giovani consapevolezza dei propri spazi fisici ed emotivi, mettendo al centro proprio il rapporto tra costruzione delle relazioni e comportamenti dannosi. Non una predica astratta, ma un intervento che prova a leggere il disagio dove nasce: nella qualità dell’esperienza quotidiana, nella percezione di sé, nella differenza tra presenza reale e semplice esposizione online. Se il messaggio attecchisce, può aprire un fronte importante di prevenzione culturale, prima ancora che sanitaria. Perché riconoscere precocemente i contesti che spingono verso eccessi e compensazioni significa arrivare prima del danno. La notizia interessa i cittadini calabresi perché parla della generazione che oggi abita scuole, università e famiglie della regione. Investire su consapevolezza, relazioni vere e salute mentale significa difendere il futuro del territorio, non soltanto correggere un comportamento.
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Redazione 2