Via D’Amelio, la Repubblica più forte della mafia: l’eredità invincibile di Borsellino
Mattarella ricorda Borsellino e Falcone come simboli della riscossa civile e ribadisce che il progetto eversivo della mafia è stato sconfitto dalla forza della Repubblica.
Nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il valore storico e civile della risposta dello Stato all’offensiva mafiosa del 1992. L’attentato in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, avvenuto due mesi dopo la strage di Capaci, segnò profondamente la coscienza nazionale e rappresentò, nelle parole del Capo dello Stato, il punto culminante di un disegno eversivo diretto contro le istituzioni democratiche e la libertà degli italiani.
Mattarella sottolinea tuttavia che quel progetto è stato sconfitto. La Repubblica ha dimostrato la propria forza attraverso l’azione della magistratura e delle forze dello Stato, arrivando alla cattura e alla condanna di esecutori e mandanti. Il messaggio presidenziale assume così il significato di una riaffermazione della capacità delle istituzioni democratiche di reagire alla violenza mafiosa senza rinunciare ai principi dello Stato di diritto.
Nel ricordo di Borsellino e Giovanni Falcone, definiti simboli della riscossa civile del Paese, emerge anche un invito collettivo a custodirne l’eredità. La commemorazione non riguarda soltanto il passato, ma richiama cittadini e istituzioni alla responsabilità di difendere ogni giorno legalità, libertà e democrazia, contrastando con fermezza ogni forma di intimidazione criminale.
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Redazione 2