yberspazio in guerra: 1.245 attacchi hacker in 14 Paesi minacciano anche le imprese europee
Dal conflitto in Medio Oriente sono partiti 1.245 attacchi cyber in 14 Paesi, con rischi crescenti anche per le imprese europee e italiane.
Dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, il cyberspazio è diventato un vero e proprio teatro di guerra parallelo, con un forte impatto globale sulla sicurezza digitale. Secondo i dati della piattaforma Hackmanac, sono stati registrati 1.245 attacchi informatici in 14 Paesi, coinvolgendo 99 diversi gruppi di aggressori (threat actor) e colpendo settori strategici come governi, difesa, finanza e media.
Tra i Paesi più colpiti emerge Israele, che concentra il maggior numero di attacchi, mentre Iran ed Emirati Arabi Uniti registrano un livello di severità più elevato delle offensive subite. Gli attacchi non si limitano alle aree direttamente coinvolte nel conflitto, ma si estendono a livello globale attraverso infrastrutture digitali interconnesse, supply chain tecnologiche e servizi cloud, rendendo vulnerabili anche le economie più avanzate.
L’analisi evidenzia come le imprese europee e italiane siano esposte in modo indiretto ma significativo, soprattutto a causa della dipendenza da fornitori internazionali e dell’aumento di campagne di phishing e disinformazione legate alla geopolitica. Questo scenario conferma la crescente fusione tra guerra tradizionale e cyberwarfare, dove gli attacchi digitali diventano strumenti strategici di pressione economica e politica.
Il fenomeno mostra inoltre una crescita costante degli attacchi informatici su scala globale, sottolineando la necessità per aziende e istituzioni di rafforzare le proprie difese, adottare sistemi di monitoraggio avanzati e integrare strategie di resilienza cyber sempre più sofisticate.
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Redazione 2