Allarme smog nelle grandi città: l’Oms rilancia i limiti su polveri sottili e salute pubblica
Nuovi richiami sulla qualità dell’aria: l’Organizzazione Mondiale della Sanità sollecita politiche più incisive contro l’inquinamento atmosferico, collegato a patologie cardiovascolari e respiratorie.

La qualità dell’aria torna al centro del dibattito pubblico dopo i nuovi dati diffusi a livello internazionale: le polveri sottili continuano a rappresentare un fattore di rischio significativo per la salute. L’inquinamento atmosferico è correlato a malattie cardiovascolari, respiratorie e a un aumento della mortalità prematura. Le grandi aree urbane italiane, soprattutto nei periodi di scarsa ventilazione, registrano livelli critici di PM10 e PM2.5. Nelle ultime ore l’Oms ha richiamato i Paesi membri al rispetto delle linee guida sulla qualità dell’aria, sottolineando che l’esposizione prolungata alle polveri sottili aumenta il rischio di ictus, infarto e aggravamento di patologie croniche. I dati più recenti evidenziano come alcune città europee superino ancora i limiti raccomandati, rendendo necessari interventi strutturali su traffico, riscaldamento domestico e industria. Le amministrazioni locali sono chiamate a rafforzare misure di mitigazione, come limitazioni al traffico e incentivi alla mobilità sostenibile. La Commissione europea sta valutando ulteriori strumenti normativi per ridurre le emissioni. Anche in Calabria, specie nei centri urbani costieri e nelle vallate con scarsa ventilazione, il tema della qualità dell’aria riguarda direttamente la salute pubblica: prevenzione ambientale significa meno ricoveri e migliore qualità della vita.
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Redazione 2

