Emergenza sanitaria al limite: Pronto Soccorso e 118 calabresi verso lo sciopero
I sindacati proclamano lo stato di agitazione in Calabria, denunciando indennità negate, carenza di personale, ambulanze obsolete e rischi per operatori e cittadini.
Le organizzazioni sindacali Fsi-Usae, Nursing Up e USB hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dei Pronto Soccorso calabresi, includendo gli operatori del Servizio di emergenza-urgenza territoriale 118 e il personale dei reparti ostetrico-ginecologici e pediatrici. Contestualmente è stata chiesta al Prefetto di Catanzaro l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge.
La protesta nasce dall’accordo regionale del 25 giugno 2026, che avrebbe escluso alcune categorie dal riconoscimento dell’indennità di Pronto Soccorso prevista dal contratto nazionale della sanità. Secondo i sindacati, la decisione annulla quanto riconosciuto nel 2024 e colloca la Calabria in controtendenza rispetto a gran parte delle altre Regioni.
La mobilitazione, tuttavia, riguarda una crisi più ampia del sistema di emergenza-urgenza. Le sigle denunciano carenze croniche di personale, postazioni del 118 senza operatori, equipaggi incompleti, ambulanze insufficienti e un parco mezzi obsoleto. Vengono inoltre segnalate dotazioni sanitarie carenti, dispositivi di protezione individuale inadeguati, assenza di protocolli uniformi e insufficienza della formazione continua.
I sindacati chiedono quindi l’apertura immediata di un tavolo tecnico con la Regione per ripristinare l’indennità, rafforzare organici e mezzi, migliorare sicurezza e tecnologie e uniformare le procedure operative. In mancanza di risposte concrete, annunciano ulteriori iniziative fino alla possibile proclamazione dello sciopero.
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Redazione 2