IA e salute: i chatbot medici non sono ancora affidabili per consigli sanitari
Uno studio internazionale segnala che l’intelligenza artificiale non è ancora pronta per fornire consigli sulla salute: difficoltà di interpretazione dei sintomi e risposte incoerenti limitano l’uso clinico diretto.

L’uso dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario continua a crescere, ma nuove evidenze scientifiche indicano che gli strumenti basati su IA non sono ancora in grado di offrire consigli affidabili ai pazienti. Negli ultimi anni chatbot e sistemi di IA sono stati integrati in servizi digitali sanitari con l’obiettivo di supportare diagnosi precoci, monitoraggio e orientamento. Tuttavia, le prestazioni di questi sistemi variano ampiamente e la loro interpretazione dei sintomi rimane limitata. Uno studio pubblicato su una rivista medica internazionale mostra che molti sistemi di IA falliscono nell’identificare correttamente sintomi complessi e nel dialogare in modo coerente con utenti reali. Gli errori più comuni includono risposte generiche, interpretazioni sbagliate di segni clinici e consigli potenzialmente fuorvianti. Gli autori sottolineano che tali limiti possono rappresentare un rischio reale se gli utenti assumono che le risposte dell’IA siano equivalenti a consigli medici professionali. I ricercatori concordano che, mentre l’IA può supportare alcune attività di routine, non deve sostituire la valutazione clinica diretta da parte di professionisti sanitari. Serve maggiore trasparenza nei modelli utilizzati, validazione clinica rigorosa e supervisione umana nei casi più complessi. In Calabria, dove l’accesso rapido a specialisti può essere limitato, la tentazione di affidarsi a strumenti digitali è maggiore. Questa notizia evidenzia l’importanza di usare tali strumenti con cautela e sempre come complemento — non sostituto — della consulenza medica professionale.
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Redazione 2

