“Igiene delle mani in sanità: l’Italia sotto gli standard OMS, allarme sull’uso della soluzione idroalcolica”
In Italia l’uso della soluzione idroalcolica negli ospedali resta sotto gli standard OMS: servono più prevenzione, formazione e adesione all’igiene delle mani.
Il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità evidenzia che l’utilizzo della soluzione idroalcolica per l’igiene delle mani nelle strutture sanitarie italiane resta ancora al di sotto degli standard raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il dato, diffuso in vista della Giornata mondiale per l’igiene delle mani del 5 maggio, segnala un quadro non pienamente soddisfacente nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.
Nel 2024 sono state monitorate 720 strutture sanitarie distribuite in 21 Regioni e Province autonome. Il consumo mediano nazionale si attesta a 9,9 litri per mille giornate di degenza ordinaria, un valore stabile rispetto all’anno precedente ma ancora significativamente inferiore allo standard OMS di 20 litri. Le differenze tra reparti sono evidenti: i valori più elevati si registrano in terapia intensiva (37,9 litri), mentre quelli più bassi si riscontrano nei reparti di ortopedia (8,3 litri).
Gli esperti dell’ISS sottolineano che l’igiene delle mani rappresenta una delle misure più efficaci per prevenire la trasmissione di microrganismi, incluse le forme antibiotico-resistenti, e per ridurre l’incidenza delle infezioni ospedaliere. Nonostante ciò, i dati indicano una non completa adesione alle buone pratiche, con un calo dei consumi osservato negli anni successivi all’emergenza pandemica.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce quindi l’importanza di rafforzare la formazione del personale sanitario, migliorare la disponibilità di soluzioni idroalcoliche e promuovere una cultura della sicurezza del paziente più uniforme e strutturata. L’obiettivo resta quello di ridurre le infezioni evitabili e garantire standard assistenziali più elevati in tutti i contesti ospedalieri.
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Redazione 2