“Protesi mammarie, cambia lo scenario: oltre la metà degli interventi è per ricostruzione”
In Italia il 55% degli interventi con protesi mammarie è ricostruttivo: la chirurgia del seno si conferma sempre più legata alla cura oncologica oltre che all’estetica.
Secondo i dati diffusi dal Registro nazionale delle protesi mammarie e riportati in ambito sanitario, gli interventi di impianto di protesi al seno in Italia evidenziano una prevalenza di finalità ricostruttive rispetto a quelle estetiche. In particolare, il 55% delle procedure riguarda la ricostruzione mammaria, mentre il restante 45% è legato a interventi di natura estetica, confermando il ruolo centrale della chirurgia ricostruttiva nel trattamento delle patologie oncologiche e degli esiti di interventi demolitivi, come la mastectomia.
Il dato sottolinea come la chirurgia del seno non sia esclusivamente associata alla medicina estetica, ma rappresenti un elemento fondamentale nei percorsi di cura oncologica e di riabilitazione fisica e psicologica delle pazienti. La ricostruzione mammaria, infatti, consente il ripristino dell’immagine corporea dopo interventi per tumore al seno, contribuendo in modo significativo al recupero della qualità della vita.
Il fenomeno si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza e alla tracciabilità dei dispositivi medici, anche grazie all’introduzione del Registro nazionale degli impianti protesici mammari, che monitora le procedure a livello nazionale e rafforza la trasparenza clinica e sanitaria.
I dati confermano inoltre l’evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei materiali protesici, sempre più avanzati e biocompatibili, che hanno migliorato gli esiti clinici sia negli interventi estetici sia in quelli ricostruttivi. In questo scenario, la chirurgia della mammella si configura sempre più come una disciplina integrata tra oncologia, chirurgia plastica e medicina riabilitativa, con un approccio centrato sulla persona e sui suoi bisogni clinici ed emotivi.
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Redazione 2