Processo Becciu, scontro sugli atti: “mancato deposito degli omissis” e accuse di violazione del diritto alla difesa
Nel processo Becciu si accende lo scontro sugli atti: la difesa denuncia il mancato deposito integrale dei documenti con omissis, sollevando dubbi sul diritto alla piena conoscenza degli atti e sul contraddittorio.
Nuovo passaggio di tensione nel processo vaticano che vede coinvolto il cardinale Angelo Becciu, con al centro la contestazione dei legali difensori riguardo al mancato deposito degli atti integrali dell’istruttoria, comprensivi delle parti oscurate con omissis. Secondo gli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, l’Ufficio del Promotore di Giustizia non avrebbe rispettato l’ordinanza della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano del 17 marzo 2026, che imponeva la consegna completa della documentazione processuale.
I difensori esprimono “sconcerto” per la mancata ottemperanza al provvedimento, sottolineando come la scadenza fissata per il deposito integrale degli atti sia trascorsa senza esito. Al centro della controversia vi è la presenza di omissis negli interrogatori e nei materiali probatori, considerata dalla difesa una limitazione sostanziale del diritto alla piena conoscenza degli atti e quindi alla parità delle armi processuali.
La questione del deposito integrale degli atti rappresenta uno dei nodi più delicati dell’intero procedimento, già oggetto di rilievi nella fase precedente del processo, in cui la Corte d’Appello aveva evidenziato criticità legate alla completezza del fascicolo istruttorio e alla tutela del contraddittorio.
Il caso si inserisce nel più ampio procedimento sui fondi riservati della Segreteria di Stato vaticana, relativo agli investimenti immobiliari a Londra, e giunto al secondo grado di giudizio. La vicenda apre un ulteriore fronte di discussione sul funzionamento delle garanzie processuali all’interno dell’ordinamento vaticano e sul rapporto tra accusa e difesa nella gestione degli atti istruttori.
Written by
Redazione 2