USA, stretta finale sullo shutdown: la Camera approva i fondi per la Sicurezza interna e il blocco federale si avvia alla chiusura
La Camera USA approva i fondi per la Sicurezza interna: lo shutdown record di 76 giorni è vicino alla fine, con il ritorno alla normalità dei servizi federali.
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato all’unanimità un disegno di legge che finanzia gran parte del Dipartimento per la Sicurezza interna (DHS), segnando un passaggio decisivo verso la conclusione dello shutdown record durato 76 giorni e che ha paralizzato numerosi servizi federali. Il provvedimento era già stato approvato dal Senato e ora è stato trasmesso al presidente Donald Trump per la firma definitiva, che ne determinerà l’entrata in vigore e la ripresa delle attività amministrative.
Il testo prevede il rifinanziamento della maggior parte delle agenzie del DHS, tra cui quelle responsabili della sicurezza aeroportuale, della gestione delle emergenze e della protezione delle infrastrutture strategiche. Restano invece irrisolti alcuni nodi politici, in particolare quelli legati ai fondi destinati alle attività di controllo dell’immigrazione, con riferimento all’ICE, tema che continua a dividere Democratici e Repubblicani.
Lo shutdown, iniziato a causa della mancata approvazione della legge di bilancio, ha comportato la sospensione o il forte rallentamento di numerosi servizi pubblici, con dipendenti federali in congedo non retribuito e disagi diffusi nei settori della sicurezza e dei trasporti. Il principio alla base del blocco delle attività amministrative negli USA prevede infatti che, in assenza di fondi approvati dal Congresso, possano operare solo i servizi essenziali legati alla sicurezza della vita e della proprietà.
L’approvazione del provvedimento rappresenta quindi un compromesso politico che consente la riattivazione della macchina amministrativa federale, pur lasciando aperti alcuni dossier sensibili sul fronte delle politiche migratorie e del bilancio complessivo.
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Redazione 2