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Technology and Digital MediaFebruary 05, 2026 Feb 05

“Topless deepfake” e bias: avanza l’IA femminista che prova a ripulire la rete dagli abusi

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Crescono reti e progetti che usano la tecnologia per contrastare violenza digitale e stereotipi. Il focus è su prevenzione, strumenti e consapevolezza.

“Topless deepfake” e bias: avanza l’IA femminista che prova a ripulire la rete dagli abusi

I deepfake sessuali e i pregiudizi algoritmici non sono più “casi di nicchia”: colpiscono reputazioni, lavoro e vita privata. In risposta, si diffonde un approccio definito “IA femminista”, che mira a usare la tecnologia per trasformare la società, contrastando abusi e distorsioni. Il problema è strutturale: strumenti sempre più accessibili permettono di creare contenuti falsi in pochi minuti. Il danno, invece, è lento da riparare: una volta online, un deepfake può essere copiato e rilanciato. In parallelo, i bias nei dati possono amplificare discriminazioni in selezioni, moderazione e visibilità dei contenuti. Si segnala la nascita di reti in America Latina e Africa e un dibattito in crescita su tecnologie pensate per affrontare deepfake nudi e pregiudizi. L’idea centrale è sviluppare strumenti e pratiche che non si limitino a “rimuovere”, ma che rendano più difficile l’abuso e più efficace il supporto alle vittime. Il nodo è duplice: piattaforme chiamate a intervenire più rapidamente e legislazioni che devono tenere il passo. Senza educazione digitale e canali di segnalazione efficaci, la tecnologia resta sbilanciata a favore di chi abusa. Anche in Calabria i casi di revenge porn e molestie online hanno effetti sociali pesanti, soprattutto nelle comunità piccole. Strumenti e cultura contro i deepfake proteggono dignità, sicurezza e lavoro, e rafforzano fiducia nel digitale per studiare, fare impresa e informarsi.

Written by

BRUTTO ALESSANDRO

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