Chip, il Giappone perde terreno in Cina: la sfida globale dei semiconduttori cambia equilibrio
Crollano del 10% le vendite giapponesi di macchinari per chip in Cina, mentre Pechino accelera sull’autosufficienza tecnologica.
Il mercato dei semiconduttori registra un passaggio di forte rilevanza internazionale: per la prima volta, le vendite aggregate in Cina dei principali produttori giapponesi di macchinari per chip subiscono un calo storico. Secondo quanto riportato da ANSA, il fatturato combinato di Tokyo Electron, Advantest, Screen Holdings, Disco e Kokusai Electric, nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo, si è attestato a 1.470 miliardi di yen, pari a circa 9,1 miliardi di dollari, con una flessione del 10% rispetto all’anno precedente.
Il dato riflette un cambiamento profondo negli equilibri industriali del settore. Le restrizioni americane all’export hanno accelerato la strategia cinese di rafforzamento della produzione interna, spingendo Pechino a privilegiare l’acquisto di macchinari realizzati da aziende nazionali. La quota di approvvigionamento domestico nel segmento front-end, il più avanzato sul piano tecnologico, è infatti cresciuta sensibilmente negli ultimi anni.
La pressione non riguarda soltanto le aziende giapponesi, ma coinvolge anche i grandi competitor occidentali. Il mercato cinese degli equipment per chip resta uno dei più importanti al mondo, ma l’ascesa dei produttori locali, sostenuta anche dal ruolo di Huawei, indica una progressiva erosione delle quote straniere. La partita dei semiconduttori si conferma così uno snodo strategico tra industria, tecnologia e geopolitica globale.
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Redazione 2